La c.d. “macchina comunale”. Basta con le soluzioni improvvisate

“Gli attori pubblici […] concentrati sull’incombenza delle attività ordinarie, perdono troppo spesso di vista le finalità più ampie, o la mission stessa delle amministrazioni in cui operano” (dall’e-book “La gestione delle performance in ottica sistemica” di P. Bevilacqua, G. Gioioso, G. Govigli, F. Penati, C. Pinelli, G. Vecchi; FORMEZ 2015).

Ne consegue che l’adozione di strumenti per il raggiungimento degli obiettivi sia istituzionali che politici viene relegata ad azioni estemporanee, adottate con scarsa consapevolezza e conseguentemente poca convinzione sulla loro efficacia, al di fuori da qualunque progettualità e senza alcuna sistematicità.

L’organizzazione di una struttura politico-amministrativa, ed ancor più la sua riorganizzazione (che pertanto modifica assetti che, quanto meno, erano stati metabolizzati dai suoi componenti) esigono l’adozione di strumenti specifici che difficilmente possono essere mutuati da esperienze ordinarie acquisibili in contesti economico-sociali limitati, come quelli di una piccola realtà territoriale di provincia quale la nostra. Occorre necessariamente acquisire consapevolezza sugli strumenti adeguati approntati in realtà analoghe nonché studiati e promossi dalla comunità scientifica (Università e Centri Studi) e dalle comunità di prassi.

La formula chiave è “gestione delle performance”, che include le tecniche di definizione degli obiettivi in funzione di una loro attuazione concreta secondo modalità che consentano una successiva valutazione in termini qualitativi ma anche quantitativi, in modo tale da poter portare, progressivamente, le azioni sia dei politici che della struttura amministrativa, a convergere verso il miglior raggiungimento di quanto stabilito e comunicato ai cittadini/utenti.

Un siffatto sistema non si può tuttavia basare solamente sulla conoscenza degli strumenti a disposizione, ma necessita di una profonda conoscenza della struttura e dei suoi elementi di forza e di debolezza. La c.d. “macchina comunale”, come piace chiamarla ai politici e giornalisti locali, è stata dipinta quasi come un mostro mitologico da domare e soggiogare, mai come un insieme di lavoratori da valorizzare o addirittura coinvolgere nella definizione di una riorganizzazione efficace. Definire l’organizzazione in funzione degli obiettivi da raggiungere consente di affidare in modo adeguato compiti e mansioni, di attivare la necessaria formazione ove occorra, di soddisfare le aspettative di crescita di chi dimostri di voler investire su sé stesso al fine del raggiungimento dell’obiettivo comune.

Una prima risposta alle debolezze specifiche dell’attuale organizzazione, note a tutti, è quella di attivare strumenti che favoriscano la collaborazione tra le diverse diramazioni, individuando una concreta integrazione tra funzioni di line e di staff, ed approntando sistemi di valutazione e quindi di incentivazione che tengano conto della performance non solo individuale ma anche collettiva.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...